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L’Associazione POLIS onlus nasce nel
marzo del 2000 fondata da tre professioniste del sociale che intendono
spendere nel “terzo settore” le proprie competenze ed esperienze con
particolare attenzione alla formazione ed alla creazione di servizi
rivolti ai minori, fondando il proprio operato su modelli di
organizzazione del lavoro attente alle moderne discipline ed
aspettative.
POLIS è un
acrostico di Progetto
Opportunità Lavoro ed
Iniziative
Sociali che sottende un preciso significato: l’assonanza con
la polis greca non è casuale.
I contenuti
fondamentali che intendiamo sviluppare nella nostra associazione le
appartengono, in particolare nell’affermazione:
Tutti hanno la stessa areté
Areté vuol dire
virtù, nel senso che tutti potenzialmente posseggono le capacità idonee
all’ adempimento allo scopo e alla funzione e tutti trovano il loro
senso nella partecipazione alla comunità.
In queste poche
parole è racchiuso il senso di questa associazione: mettersi al
servizio, sostenere con competenza ogni progetto, ogni opportunità ed
ogni iniziativa nell’ambito sociale che permetta ad ognuno la ricerca
personale e lo sviluppo individuale del più alto potenziale umano
possibile.
La mission dell’associazione è
quella di contribuire con le proprie risorse umane e la propria
progettazione alla professionalizzazione delle figure che operano nel
sociale, anche del volontariato, con particolare attenzione all’età
evolutiva, a dimostrazione che una visione dell’intervento sociale come
qualcosa da lasciare all’improvvisazione o al buon senso individuale sia
non solo obsoleta, ma anche controproducente.
Oltre che di
formazione la POLIS si è occupata e si occupa di progettare e gestire
interventi operativi di sostegno
alle fasce deboli (minori ed handicap)
ed alla genitorialità, di affiancamento e
supporto allo sviluppo dell’individuo
avvalendosi di figure professionali formate dagli stessi soci o figure
esterne all’organizzazione.
Sosteniamo infatti che la formazione,
intesa non solamente come un mero passaggio di informazioni, sia la
prima ed indispensabile tappa per la programmazione e l’implementazione
di progetti operativi validi, la cui efficacia ed efficienza sono
direttamente proporzionali al grado di preparazione degli attuatori,
cioè di chi si troverà a rendere realtà le idee elaborate da tecnici che
spesso svolgeranno poi soltanto funzioni di coordinazione e
supervisione.
In tal senso la politica associativa
si fonda sull’impegno a favorire l’inserimento lavorativo di giovani che
possono maturare la loro esperienza all’interno delle iniziative
promosse, trovando sempre nei soci dei pronti interlocutori e delle
importanti figure di riferimento.
Polis collabora
attivamente con il Centro per l’infanzia Elios srl
Esperienze
maturate dall’organismo nel territorio in cui è proposto l’intervento
Dalla data
della sua costituzione alla POLIS onlus sono stati affidati, o sono in
via di affidamento, i seguenti incarichi:
v FORMAZIONE
v
SERVIZI ALLA PERSONA
v CONVENZIONI
E COLLABORAZIONI
COS'E' UN ONLUS?
ONLUS è l'acronimo della locuzione "organizzazione non lucrativa di utilità sociale".L'acronimo è stato introdotto dal decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 che è stato a sua volta emesso in conformità della legge 31 luglio 1997, n.259, che ha fissato alla data del 30 novembre 1997 il termine per l'esercizio delle deleghe legislative recate dall'articolo 3, commi 186, 187, 188, 189, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, in materia di disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Lo scopo della legge 23 dicembre 1996, n. 662 è stato quello di generare un quadro d'insieme per la disciplina del volontariato. Il suo relatore, l'onorevole Maria Pia Garavaglia da sempre molto attiva nel mondo del volontariato, ha voluto concretare con questa legge l'attenzione che le associazioni di volontariato meritavano per il loro impegno civile e per la loro vera, ed oramai irrinunciabile, utilità sociale e che fino a quel momento ancora non avevano riconosciuta. Il significato più nascosto di quel gesto era però per la prima volta l'ammissione dello stato delle sue carenze, infatti, l'aver accentrato in sé tutte le competenze con le problematiche di gestione dell'apparato statale che tutti conoscono, aveva generato oramai una grave disattenzione per lo stato sociale che era costretto, per difendere i propri diritti e le proprie necessità legittime, a ricorrere a forme alternative di erogazione dei servizi, cioè appunto alle associazioni di volontariato. Con la legge 662/96, quindi, lo stato finalmente riconosceva quello che era oramai uno stato di fatto generando agevolazioni vere e finanziamenti per coloro che tanto si prodigavano per il prossimo. Ovviamente vi era la necessità di un controllo sulla gestione delle organizzazioni di volontariato che, fin dall'inizio, dovevano fornire adeguate garanzie. Sono così state, con la stessa legge, istituite delle anagrafe delle associazioni di volontariato depositate presso le regioni ed i comuni di appartenenza; l'accesso alle anagrafe del volontariato è fin dall'inizio rigorosamente amministrato dagli enti competenti. decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 ed il successivo regolamento del ministero delle finanze, circolare 26 giugno 1998, n. 168/E, è stata poi posta definitivamente la parola fine a tutti gli abusi nel settore, infatti le regole per diventare ONLUS, pur non essendo eccessivamente gravose, presuppongono l'assoluta coerenza con i fini che ci si prefigge, e quindi, l'obbligatorietà dell'uso dell'acronimo da parte degli aventi diritto ed il divieto assoluto per gli altri diventa così una garanzia per l'utente che si avvicina ad una di queste organizzazioni. |